Mogno
Manuscrit, non publié à l’époque. Seul le prononcé fait foi. Les notes de travail ont été retirées.
Discours prononcé en italien et en allemand. Texte original, non traduit.
Egregio architetto Botta,
Egregio Consigliere di Stato,
Egregio Sindaco,
Egregio Presidente dell’associazione Ricostruzione Chiesa di Mogno,
Gentili Signore e Signori,
Oggi siamo qui per ricordare due eventi:
uno infausto e uno festoso.
Sono passati 30 anni dalla valanga che il 25 aprile 1986 distrusse la chiesa barocca di San Giovanni Battista, edificata nel 1636.
E 20 anni fa si sono conclusi i lavori di ricostruzione.
La rinascita dopo la catastrofe.
E che rinascita!
In un paesino come Mogno è sorta una chiesa di fama internazionale!
Apprezzata persino … a livello locale!
Eh, sì: Mario Botta ha fatto proprio un capolavoro.
Ma all’epoca c’era chi pensava che avesse esagerato.
Lo spirito contemporaneo – moderno o piuttosto postmoderno – della ricostruzione non era gradito a tutti.
Perché Mario Botta, naturalmente, non si è accontentato di ricostruire tutto esattamente com’era prima.
San Giovanni Battista polarizzava.
Ma la polarizzazione a volte affina gli argomenti.
Rimescola le carte.
E può addirittura sfociare in un consenso che nessuno avrebbe osato immaginare durante gli accesi dibattiti.
Lo dico anche per consolarmi un po‘….
Perché anche in politica le controversie più dure a volte non sono solo specchi per le allodole, ma veri confronti di idee.
Da cui possono anche scaturire le migliori sorprese.
In Ticino, il coraggio di innovare è molto più diffuso di quanto a volte non si pensi nel resto della Svizzera.
La galleria del San Gottardo ha tutte le carte in regola per ridare al Ticino il suo ruolo di Cantone del rinnovamento.
Sono profondamente convinto che il futuro farà giustizia e il vostro Cantone sarà visto anche nel resto della Svizzera per quello che realmente è:
una piazza straordinaria non soltanto per l‘industria,
ma anche per la ricerca di punta.
Il Ticino sta vivendo un momento difficile – e qui penso per esempio al problema dei frontalieri – ma ne uscirà e tornerà ad essere il Cantone dinamico e innovativo che è sempre stato.
A tutto vantaggio di tutta la Svizzera.
Signore e Signori,
una volta, Mario Botta ha detto che l’architettura è il riflesso della storia.
Rispecchia le attese, le speranze e le contraddizioni del suo tempo.
Per questo un’architettura di valore non può non essere espressione profonda del proprio contesto:
della topografia e della storia del luogo,
ma anche dell’identità della collettività che lo abita.
L’architettura è un intervento che modifica la società e la sua coscienza.
Meine Damen und Herren
Wer entwirft und baut, trägt eine Verantwortung für das Ganze.
Deshalb müssen Ästhetik und Ethik auch eng verbunden sein.
Auch das gehört zu den Credos von Mario Botta.
Man hat Mario Bottas Sakralbauten – aber auch andere seiner Gebäude – als Zitadellen bezeichnet.
Sind es gar Bollwerke gegen den Zeitgeist?
Vielleicht auch – aber längst nicht nur.
Sie sind Orte der inneren Sammlung.
Der Reflexion.
Sie stehen für das archaische Bedürfnis nach Geborgenheit.
In den präzisen Symmetrien, in der strengen Geometrie zeigt sich auch unser Bedürfnis
nach Selbstbestimmung,
nach Identität,
nach Kontrolle unseres Lebens –
nach einer Kontrolle, die angesichts der Unsicherheiten und Verwerfungen der Gegenwart zunehmen illusorisch erscheint.
Dieses Bedürfnis nach Sicherheit, nach Schutz – es wird sich nie verändern.
Man kann es verleugnen – oder man kann es zelebrieren.
Mario Botta zelebriert es.
Das Bedürfnis nach Schutz bedeutet jedoch nicht Abkehr von der Welt.
Vielmehr nehmen Bottas Bauten den Raum ernst.
Den Raum, den wir brauchen, um uns orientieren zu können.
Den Raum, den wir brauchen, um über Montaignes Frage „Qui suisje?“ zumindest ernsthaft nachdenken zu können.
Der Raum, der uns umgibt – der Raum, durch den wir erst existieren können: Diesem Raum räumt – ja: räumt – Botta den ihm gebührenden Stellenwert ein.
Eben: Ästhetik und Ethik sind eng liiert.
Bottas Bauten leisten Widerstand gegen jene Zukunftseuphorie, die glaubt, keine Rücksicht auf die grundlegenden Bedürfnisse der Menschen zu nehmen.
Meine Damen und Herren
Diese Kirche verbindet uns.
Sie nimmt unser Bedürfnis nach Schutz ernst.
Schutz vor einer Welt, die manchmal bedrohlich wirkt.
Und manchmal auch nur allzu schnell in ihrem Wandel.
San Giovanni Battista ist ein besonderer Ort in dieser Welt.
Und noch viel mehr als das: ein besonderer Ort in unserem Leben.
Vielen Dank.